Kimi Antonelli è il leader del Mondiale ed ha vinto due Gran Premi ma c’è un dato che preoccupa, arriva anche l’ammissione del Direttore tecnico Mercedes

Il secondo posto in Australia, al primo Gran Premio della seconda stagione in Formula 1. Poi la vittoria in Cina, sul circuito di Shanghai, e quella in Giappone a Suzuka. Andrea Kimi Antonelli sta mandando i delirio il popolo italiano appassionato della Formula 1 (in genere, essendo alla Mercedes, i veri supporter della Ferrari non parteggeranno mai per lui).
Antonelli ha anche sorpreso l’intero paddock ma non Toto Wolff e la Mercedes che l’anno scorso, quando Hamilton lasciò libero il suo sedile, decisero di dare fiducia al 19enne di Bologna. Ed ora è addirittura leader della classifica iridata e, vista la Mercedes almeno un paio di spanne sopra le altre, diventa in automatico l’alter ego di Russell, il candidato alla vittoria del Mondiale.
Insomma, Antonelli può diventare la sorpresa di questo torneo, soprattutto se le altre scuderie non dovessero riuscire a colmare il gap con le avversarie attraverso lo sviluppo del motore.
Che problema per Kimi Antonelli: arriva l’annuncio, si deve rimediare
Se Antonelli è destinato a scrivere pagine importanti di questo sport e la Mercedes appare semplicemente impareggiabile, vanno però sottolineati i problemi riscontrati nei primi tre Gran Premi. Sia chiaro, il ruolo del pilota in questo caso è marginale, perché è la Mercedes intesa come monoposto ad avere queste difficoltà.

Le Frecce d’argento, pur le più veloci in pista per distacco, hanno fin qui patito le partenze allo spegnimento dei semafori. Una situazione in cui la Ferrari è la maestra, in grado di scattare come una fionda dai blocchi di partenza e guadagnare posizioni su posizioni, spesso fino a prendersi la prima piazza.
Il dato della Mercedes lascia invece senza parole. Nei primi tre Gran Premi, dove la prima fila è stata esclusivamente della monoposto di Brackley, la monoposto tedesca ha perso ben 21 posizioni dalla griglia di partenza con entrambi i piloti. Una difficoltà evidenziata anche dall’Audi ma non – come abbiamo detto – dalla Ferrari tantomeno dalla McLaren che peraltro ha una power unit Mercedes.
“Sappiamo come sia uno dei unti deboli se non il punto debole della nostra vettura e stiamo lavorando su questo aspetto con la massima priorità al fine di migliorarlo in vista delle prossime gare” ha spiegato Simone Resta, direttore tecnico della scuderia.
Resta, in un video diffuso sui canali social della scuderia, spiega anche on si tratti della power unit in quanto la McLaren, pur avendo lo stesso costruttore, non ha denunciato questo problema. Faremo del nostro meglio per migliorare le nostre prestazioni in quest’area per Miami e cercheremo di difendere al meglio qualsiasi posizione riusciremo a conquistare in qualifica”.





