Esordio vincente di Berrettini al Masters di Montecarlo. Prima della partita, l’azzurro ha concesso un’interessante intervista alla Gazzetta dello Sport
Matteo Berrettini si è qualificato al secondo turno del Masters di Montecarlo. L’esordio dell’azzurro contro Bautista Agut è durato pochissimo. Sul 4-0 in suo favore nel primo set, il tennista spagnolo si è ritirato per un problema al collo.
Berrettini tornerà subito in campo mercoledì contro Daniil Medvedev, un match nel quale l’azzurro può ambire alla qualificazione considerando come al russo non piaccia affatto giocare sulla terra battuta. Peraltro, contro Medvedev, Berrettini si gioca anche la conferma del risultato ottenuto lo scorso anno a Montecarlo quando si spinse fino agli ottavi di finale (ko con Musetti).
Un aspetto per nulla secondario in ottica ranking. Dopo il brusco calo seguito all’eliminazione al terzo turno a Miami (nel 2025 era arrivato ai quarti in Florida), Berrettini è sceso in 90.a posizione. Perdendo contro Medvedev si ritroverebbe oltre il 100° posto, piazzamento che lo costringerebbe a disputare le qualificazioni per accedere al main draw dei Masters, circostanza quest’ultima evitata a Montecarlo grazie a una wild card.
Il ranking ATP è uno dei temi toccati da Berrettini in un’intervista concessa alla Gazzetta dello Sport. “A marzo 2024 ero 142 quindi stavo messo peggio. Poi sono tornato tra i primi 30. Adesso dubbi non ne ho. Devo soltanto avere pazienza che non è stata mai la mia qualità migliore“, ha spiegato il tennista azzurro che affronterà i tornei europei su terra battuta con il nuovo coach Thomas Enqvist già presente a Indian Wells e Miami.
“Con lui e Alessandro Bega ho costruito un team ideale. Ora mi alleno e sono felice. Guardiamo tutti al medesimo orizzonte che è quello di tornare competitivo ai massimi livelli“, un’esigenza questa che passa inevitabilmente da vittorie e continuità di rendimento. Berrettini è convito di poterle ritrovare e non si nasconde. “Non ho mai dubitato di potermela giocare con i più forti. Certamente non mi sento inferiore. Il clic può scattare quando ti rendi conto che i risultati sono il frutto di un percorso che stai portando avanti“, ha sottolineato Matteo.
Nel finale dell’intervista, Berrettini ha anche svelato un retroscena: “Dopo Indian Wells mi ha telefonato Musetti. Voleva sapere come gestire mentalmente il rientro da un infortunio. Se non lo so io con tutto quello che ho passato.” Un episodio che conferma come il tennista romano, nonostante gli alti e bassi avuti in carriera, sia ancora un riferimento per una nuova generazione di colleghi più giovani.
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