Kimi Antonelli e la Ferrari, l’annuncio che manda in estasi tutti: i tifosi della Rossa sono in visibilio, può accadere davvero
Il più giovane pilota a conquistare un Gran Premio: Kimi Antonelli ha riscritto la storia della Formula 1 e portato l’Italia sul gradino più alto del podio 20 anni dopo Giancarlo Fisichella. Non male per l’enfant prodige della Mercedes. Su di lui la scuderia tedesca ha puntato quasi tutte le fiches, scegliendolo quando Lewis Hamilton ha lasciato vacante il suo posto per andare alla Ferrari.
Ed al momento sembra proprio che la scelta stia ripagando i suoi frutti, con il classe 2007 che dopo il secondo posto a Melbourne si è tolto la soddisfazione di vincere il suo primo gran Premio in carriera. Certo, è bene sottolineare come la Mercedes quest’anno va come un treno e per gli avversari è anche difficile starle dietro ma il talento è indiscusso, così come la sua capacità di riuscire a trarre il meglio dalla W17.
Antonelli peraltro si è anche guadagnato la stima ed i complimenti di campioni come Hamilton e Verstappen a dimostrazione di come la strada percorsa sia quella giusta.
Kimi Antonelli, agli occhi dei tifosi, ha un solo, grande, “difetto”. Corre nella scuderia “sbagliata”. Va da sé che in Italia la Ferrari ha sempre un fascino importante, quasi inattaccabile e prevale anche sulla possibilità di veder vincere un pilota italiano, almeno al momento.
Ad affermarlo in un’intervista a Sportmediaset è anche Stefano Domenicali, presidente e amministratore delegato di Formula One Group. “Per gli italiani la Ferrari è un qualcosa di importantissimo (lo stesso Domenicali è stato team principal del Cavallino, ndr) ed ora spetterà a Kimi trasformare questa energia in maniera differente“.
Domenica ha anche aggiunto come gli italiani abbiano un sogno, nemmeno troppo nascosto. “Tanti vorrebbero vedere Kimi campione del mondo sulla Ferrari, sarebbe un binomio in grado di mettere d’accordo tutti” ha sentenziato.
Nella stessa intervista Domenicali ha anche detto la sua su Hamilton e la Ferrari: “Hamilton non può che essere uno stimolo per Leclerc perché se diventa un problema, allora non va bene. Leclerc deve pensare in grande, deve pensare di essere un pilota che deve lottare per il titolo mondiale“.
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