I tifosi italiani sono sconvolti dopo il ritiro durante la gara: è accaduto in questo sport, c’è una svolta clamorosa

Qual è il confine tra grande impresa nello sport e fallimento? A volte è sottile, fin troppo labile. Dipende dallo sport ma può variare per una questione di centimetri oppure di millesimi di secondo. La storia dello sport è piena di questi casi, sia in un modo che nell’altro. Va da sé che quando si è ad un passo dal trionfo, dalla vittoria, la caduta è ancora più rumorosa.
L’Italia ha una grande tradizione sportiva e lo certificano anche i risultati più che lusinghieri nelle Olimpiadi invernali disputate a Milano-Cortina e terminate pochi giorni fa. Nell’Atletica, considerata la regina degli sport, sono alterni i risultati conquistati dagli azzurri tra Giochi olimpici, mondiali ed europei.
Tra i talenti più cristallini c’era Alex Schwarzer. L’oro olimpico a Pechino 2008 nella marcia 50 km, poi la squalifica per doping, l’accusa del marciatore si essere stato ingannato o quantomeno coinvolto a sua insaputa in una situazione che l’ha visto scontare diversi anni di squalifica.
Schwarzer torna a gareggiare e lotta per il successo: il racconto

Ebbene, Schwarzer è tornato in gara ad Alessandria nei Campionati italiani sulla mezza maratona di marcia; l’altoatesino ha preso parte alla gara sulla distanza di 21,097 chilometri. Partenza all’ora di pranzo e pubblico delle grandi occasioni in gran parte accorso per incitare proprio l’ex campione olimpico, Alex ha marciato al livello degli atleti di livello.
Nel gruppo di testa insieme a Riccardo Orsoni e Gianluca Picchiottino, Schwarzer ha ricevuto due cartellini gialli dai giudici ed è stato costretto al pit stop: una penalità che scontata ha fatto perdere terreno al marciatore, con le velleità di vittoria a quel punto naufragate mestamente.
E con il successo sfumato, si è fermato. Ben 10 gli anni senza gare di alto livello per Schwarzer che non più giovanissimo aveva un ritmo davvero indiavolato tanto da poter immaginare addirittura di poter vincere contro ogni pronostico. “Un miglioramento incredibile rispetto all’anno scorso. Se avesse accettato il terzo posto, poteva mollare prima e finire terzo. Ma lui è un campione e come i campioni voleva vincere” le parole di Sandro Donati, l’amico di sempre nonché il suo coach che l’ha accompagnato in Piemonte.
A bordo strada c’era anche l’ex ciclista Domenico Pozzovivo, il suo preparatore oltre ad Antonio La Torre, il suo manager, e Giulia Mancini. Lo stesso Schwarzer ha spiegato il vero motivo della sua presenza nella competizione: “Sarò in gara unicamente per ricordare il mio miglior amico che è morto improvvisamente dieci giorni fa“. Il riferimento è ad Hubert Rabensteiner, il noto “calzolaio dei campioni”, scomparso a 56 anni. Nel suo laboratorio di Varna, vicino a Bressanone, Rabensteiner aveva lavorato per numerosi fuoriclasse dello sport, tra cui Lindsey Vonn, Bode Miller e lo stesso Schwazer.





