Giro d’Italia 2026, arriva la notizia ufficiale: i fan sono in visibilio, il comunicato ufficiale è chiarissimo

Dall’8 al 31 maggio 2026: partenza in Bulgaria, come spesso sta accadendo negli ultimi anni, una mossa per esportare il Giro d’Italia anche fuori i confini nazionali e renderlo il più popolare possibile. Le date ed il percorso sono già stati scelti e resi ufficiali, i protagonisti non ancora.
Ovviamente gli organizzatori sperano che vi possa essere anche Tadej Pogacar, il numero uno indiscusso del ciclismo contemporaneo. Lo sloveno è senza dubbio il più forte al momento ed alla sua prima ed unica partecipazione fin qui, due anni fa, ha praticamente vinto a mani basse come spesso gli accade.
Per scoprirlo bisognerà aspettare ancora qualche mese, almeno un paio, con lo sloveno che sta pianificando la sua stagione anche e soprattutto in base al Tour de France che al momento non eguali per appeal.
Giro d’Italia, svelata una partnership importante

Se la presenza di Pogacar è in dubbio, è invece certa quella di una delle protagoniste della corsa Rosa. Con un comunicato ufficiale, l’organizzazione della gara a tappe italiana, ha infatti reso noto la partnership tra la Corsa Rosa e l’intero calendario RCS Sport & Event e la Suzuki. La casa nipponica di Hamamatsu, quindi, con le sue moto avrà i mezzi ufficiali della gara.
Oltre al Giro d’Italia, quindi, la Suzuki sarà partner ufficiale anche delle classiche Strade Bianche e Strade Bianche Women, della Tirreno‑Adriatico, ma anche della Milano‑Torino, Milano‑Sanremo e Il Lombardia, oltre a Gran Piemonte e Sanremo Women.
Moto ufficiali anche del Giro d’Abruzzo, Giro Next Gen e Giro d’Italia Women, per un impegno che la Suzuki ha voluto estendere anche alle corse femminili ed a quelle dedicate ai più giovani. Per l’intera durata del Giro d’Italia saranno messe a disposizione oltre 70 moto che dovranno garantire il supporto operativo e logistico in ogni fase delle corse.
Diversi i modelli per le moto di servizio: si va dalla V-Strom 800DE alle V‑Strom 1050DE e 1050SE, senza dimenticare la GSX‑S1000GT e la GSX‑S1000GX.





