I tifosi ora sognano in grande dopo i test: la Ferrari vola ed il direttore tecnico della scuderia ha svelato il segreto della nuova monoposto
Il week end del 6-8 marzo è sempre più vicino: Una sola settimana e poi si accenderanno ufficialmente i motori per il Mondiale di 2026 di Formula 1. Un’attesa spasmodica, che ben evidenzia quanto tutti i fan non vedano l’ora di scoprire il nuovo campionato.
D’altronde la rivoluzione regolamentare dovrebbe aver azzerato i valori di forza emersi nelle scorse stagione, livellando – almeno inizialmente – tutto. Sognano ad occhi aperti i tifosi della Ferrari perché i test in Bahrain hanno messo in mostra una Rossa davvero performante.
Il miglior tempo di Leclerc induce all’ottimismo anche se regna la prudenza. Troppe volte i test pre campionato sono stati ribaltati quando è iniziato il mondiale. Stavolta, però, sembra diverso: se McLaren e Mercedes probabilmente non hanno svelato tutto il potenziale, a Maranello sembra abbiano interpretato al meglio il regolamento ed anche gli ormai noti “buchi neri”, lì dove ci si può spingere trovando la chiave giusta senza violazioni.
L’aerodinamica è una parte fondamentale delle nuove monoposto che hanno abbandonato l’effetto suolo ed il DRS. L’obiettivo è ora sfruttare al massimo l’aerodinamica attiva riducendo la resistenza all’avanzamento in rettilineo: ed a Maranello hanno trovato soluzioni decisamente fantasiose che hanno colpito gli avversari.
Dallo scarico aerodinamico fino all’ala posteriore “Macarena” che non solo si apre ma è capace di ruotare per una migliore efficienza. Il direttore tecnico della Ferrari Loic Serra ha particolarmente apprezzato come le soluzioni portate dalla Ferrari in Bahrain siano state “oggetto di studio” dalle altre squadre.
“Era stimolante ma anche una trappola il regolamento 2026 tabula rasa. La difficoltà – ha sostenuto Serra – era non puntare su un concetto preciso tenendosi aperte tutte le possibilità“. Il direttore ha spiegato come siano tante le opportunità e, con l’effetto suolo assente, il segreto era avere una interazione buona tra motore e telaio.
Serra ha poi svelato com’è nata l’idea dell’ala Macarena. “Il regolamento precedente non dava questo grado di libertà, abbiamo capito che c’era un buco per massimizzare l’aerodinamica attiva e la straight line mode, ovvero l’assetto che assume l’ala in rettilineo”.
Serra ha anche sottolineato come la nuova stagione potrà essere foriera di sorpassi e controsorpassi. “La cosa più importante non è avere una buona macchina adesso, ma essere in grado di migliorarla nel corso della stagione e con i ragazzi che abbiamo a Maranello, non vedo perché non dovremmo riuscirci”.
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