Tadej Pogacar è vicino all’esordio in questa stagione. Il suo team, la UAE Emirates, non vuole correre rischi. Ecco cosa gli ha messo a disposizione
Prosegue il conto alla rovescia in vista dell’esordio stagionale di Tadej Pogacar. Il campione sloveno non ha disputato quest’anno l’UAE Tour, preferendo posticipare il debutto alle Strade Bianche in programma sabato 7 marzo.
A seguire, Pogacar tenterà un nuovo assalto alla Milano-Sanremo, corsa mai vinta in carriera e nella quale si è piazzato per due volte al terzo posto nelle ultime due edizione. Ad aprile, programma ricchissimo con il Giro delle Fiandre, la Parigi-Roubaix (altra Classica che manca al suo palmares) e Liegi-Bastogne-Liegi. Pogacar non parteciperà al Giro d’Italia e prima di difendere la maglia gialla al Tour de France ha aggiunto alla sua programmazione il Giro di Romandia e il Giro di Svizzera.
Un calendario ricco di impegni ravvicinati che non impone contrattempi. Per questo motivo il team di Pogacar, la UAE Emirates-XRG, ha deciso di mettere a disposizione del fuoriclasse sloveno una nuova misura di sicurezza. A svelarla è stato Joxean Matxin, d.s. della compagine emiratina.
Non sono rari purtroppo i casi dei ciclisti professionisti infastiditi da qualche collega amatore o da altri avventori durante le loro sessioni di allenamento in strada con conseguenze anche piuttosto serie. Per limitare la possibilità che Pogacar e i compagni di squadra possano imbattersi in situazioni simili negli allenamenti in comune, la UAE ha introdotto quella che si può considerare a tutti gli effetti come una scorta.
“Durante il ritiro di Alicante abbiamo usato una moto per proteggere Tadej – si legge nelle dichiarazioni di Matxin riprese cicloweb.it – Abbiamo formato gruppi piccoli massimo da 8 persone. Con le moto dietro, oltre a garantire il rispetto del gruppo ridotto permettiamo anche alle auto di passare senza creare code chilometriche.” Matxin ha comunque evidenziato come, nonostante questa precauzione, non si può escludere che un amatore possa aggregarsi al gruppo in allenamento.
“E’ difficile trovare il giusto metro di giudizio per far sì che siano tutti rispettati. Ci si deve mettere tutti nei panni degli altri. Serve la capacità di chiedere scusa e essere rispettosi“, ha concluso Matxin invitando al buon senso chi si imbatte con ciclisti che, per una disattenzione, rischiano anche di compromettere una stagione.
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