Nove giorni, una cronometro che fa male e una montagna che non perdona. Il Giro Women 2026 ha già un copione, ma il finale resta da scrivere
Le date sono ufficiali e vale la pena cerchiarle sul calendario: il Giro d’Italia Women 2026 parte sabato 30 maggio e finisce domenica 7 giugno. Nove tappe, nove giorni di fila, e un percorso che manda un messaggio chiaro: la classifica si costruisce ogni giorno, non solo sulle montagne.

Il tracciato pubblicato dagli organizzatori porta la corsa tra Romagna, Veneto, Emilia e Piemonte. Le prime giornate sembrano “tranquille”, ma nel ciclismo femminile moderno la calma dura poco. Ventagli, cadute, nervosismo e sprint intermedi possono trasformare una tappa piatta in una lotteria controllata, dove chi perde posizione rischia di perdere anche tempo.
Si comincia con Cesenatico-Ravenna (30 maggio, 139 km). È una tappa da velociste, con un finale che invita allo sprint, ma già da qui conta una cosa: stare davanti sempre. Il giorno dopo Roncade-Caorle (31 maggio, 146 km) mantiene lo stesso copione, con l’attenzione che si sposta sui dettagli del percorso e sulla gestione del gruppo, perché basta un attimo per rimanere imbottigliate.
La terza frazione Bibione-Buja (1 giugno, 158 km) è più mossa. Non è ancora alta montagna, ma è il tipo di giornata che può creare selezione se le squadre iniziano a giocare di anticipo. Poi arriva il primo punto di svolta: martedì 2 giugno Belluno-Nevegal, una cronometro individuale di 12,7 km quasi tutta in salita. Qui non si parla più di sensazioni: qui parla il motore vero, e la generale prende forma.
Da mercoledì 3 giugno in poi, il Giro entra in una fase in cui la fatica si accumula e la tattica diventa pesante. Longarone-Santo Stefano di Cadore (3 giugno, 105 km) porta di nuovo le atlete dentro le Dolomiti, mentre Ala-Brescello (4 giugno, 157 km) può sembrare di transizione ma spesso è una trappola, soprattutto se vento e ritmo alzano il livello di stress. Il 5 giugno Sorbolo Mezzani-Salice Terme (145 km) è una tappa che profuma di attacchi: terreno mosso, finale da interpretare, e gamba più coraggio possono fare danni.
Il nodo più atteso è sabato 6 giugno: Rivoli-Sestriere (152 km). In mezzo c’è un passaggio che pesa anche come simbolo, perché per la prima volta la corsa scala il Colle delle Finestre, inserito come Cima Alfonsina Strada. È il genere di salita che non perdona, dove una crisi si allunga per chilometri e una squadra forte può trasformare la corsa in una resa dei conti. Domenica 7 giugno si chiude con Saluzzo-Saluzzo (149 km): non è per forza una passerella, perché tutto dipende dai distacchi. Se la rosa resta corta, anche l’ultima giornata può diventare nervosa e tattica.
Le favorite: chi può giocarsi la maglia rosa
Sulle favorite va fatta una premessa onesta: a febbraio 2026 non esiste ancora una startlist definitiva, quindi i pronostici si basano su risultati recenti e compatibilità con il percorso.
La traccia più solida arriva dall’ultima edizione completata: nel 2025 Elisa Longo Borghini ha vinto la generale davanti a Marlen Reusser e Sarah Gigante, e questo terzetto ha senso anche in ottica 2026 perché la corsa propone una cronometro in salita e un grande tappone con arrivo a Sestriere. Qui serve completezza vera, non solo un colpo di giornata.
Longo Borghini parte con l’etichetta di riferimento per continuità e gestione della corsa. Reusser, quando la strada chiede potenza e ritmo, può guadagnare tanto, soprattutto nella cronometro al Nevegal, dove la precisione conta quanto la forma. Gigante, invece, è il tipo di atleta che può cambiare la corsa quando il percorso si impenna davvero, e il blocco Finestre-Sestriere è terreno ideale per chi sa trasformare la salita in un attacco lungo.
Il dettaglio che rende questa edizione interessante è proprio l’equilibrio. Ci sono tappe per le volate, ma non abbastanza per addormentare la corsa. C’è una cronometro che mette ordine, ma non chiude tutto. E c’è una montagna durissima che può ribaltare ogni calcolo.
In pratica: chi vuole vincere dovrà arrivare al 30 maggio con le gambe giuste, una squadra presente e la testa pronta, perché il Giro Women 2026 sembra costruito per non lasciare scuse.
